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"Il mio italiano è bloccato!"

  • Immagine del redattore: Sara Milia
    Sara Milia
  • 3 mar
  • Tempo di lettura: 4 min

"Sara, quando parli tu, ti capisco bene, ma quando parlo con gli altri italiani, mi blocco!" Ho sentito molto spesso questa frase pronunciata dai miei studenti. In questo articolo cerco di darti delle spiegazioni sul perché questo accade e ti parlo di alcune riflessioni e soluzioni che ho potuto osservare e sperimentare in questi anni come insegnante. Imparare una lingua è un viaggio che attraversa diverse fasi. C’è il momento del silenzio, quello della costruzione, della monotonia e persino della frustrazione e, infine, quello del coraggio. Se studi italiano da un po’, ti sarai chiesto spesso: “Qual è il modo migliore per migliorare davvero?”

La risposta non è unica, perché ogni fase del tuo percorso ha bisogno di un nutrimento diverso.


🧱 Il valore del percorso individuale: costruire le fondamenta

Le lezioni individuali sono un momento prezioso. Sono lo spazio perfetto per dare forma e struttura alla lingua, specialmente per chi è ai primi passi o per chi deve preparare obiettivi specifici: una certificazione (CILS, PLIDA, CELI), l'esame per la patente o il perfezionamento di un'abilità linguistica specifica, la scrittura, la lettura, o affrontare nuove strutture di grammatica.

In una lezione 1:1, ogni minuto è dedicato a te. È uno spazio protetto dove puoi essere vulnerabile, sbagliare senza paura e costruire, mattone dopo mattone, la tua identità in italiano. Io dico sempre ai miei studenti che non si devono sentire forzati a continuare a studiare con me solo perchè hanno cominciato con me, anzi, è necessario variare (il metodo, lo stile, il materiale di studio e anche, perché no, l'insegnante). La sintonia tra insegnante e studente è fondamentale: è un rapporto basato sulla fiducia che ti permette di esplorare la lingua senza pressioni (se non ci sono esami che ne richiedano).


No pressione, no party!

Tuttavia, arriva un momento — solitamente intorno al livello A2 — in cui tutta questa tranquillità e mancanza di pressioni, questo spazio sicuro può diventare un limite. Perché? Perché nell'incontro individuale io, come tua insegnante, imparo a conoscerti. Capisco il tuo accento, prevedo i tuoi errori, mi adatto al tuo ritmo. Si crea una "bolla" accogliente, una zona di comfort in cui tutto è facile. Quel non avere limiti o scadenze fa allungare la velocità di apprendimento, ti senti comodo/a perché "tanto Sara mi capisce". Ti abitui al mio linguaggio, alla mia velocità, alla nostra zona di comfort ( che è naturale ed è necessaria all'inizio).

Ma la realtà fuori dallo schermo è diversa: la vita vera è fatta di rumori, di persone che parlano veloci, di accenti diversi e di imprevisti. Se vuoi parlare l'italiano (non solo con Sara, o con la tua insegnante), bisogna uscire dalla comfort zone e rischiare. Le lezioni individuali funzionano e funzioneranno sempre perché il lavoro di un o un'insegnante professionista non si può sostituire con un libro, con un tandem o con una serie tv.

Le lezioni indivuali vanno accompagnate da un altro tipo di apprendimento.

E cosi è la vita. Per crescere davvero, bisogna avere il coraggio di lasciare il posto sicuro e andare verso l'incertezza.



💡La soluzione che ho trovato: condividi il tuo italiano!

È qui che entra in gioco l'efficacia di integrare il percorso individuale con lezioni di gruppo (da 4 a massimo 8 persone). Non devono essere per forza lezioni strutturate, ma al contrario, lezioni su temi spontanei, conversazioni spontanee e naturali (che sì, possono essere guidate da un'insegnante).


Nelle lezioni di gruppo si attiva quello che chiamo il compromesso comunicativo:

  • Devi sforzarti di farti capire da chi non conosce le tue abitudini linguistiche (non solo "Sara" che ti capisce perché è abituata).

  • Devi negoziare il significato, chiedere di ripetere, riformulare i tuoi pensieri.

  • Impari ascoltando gli errori e le intuizioni degli altri.

Il gruppo non è solo una lezione, è una palestra di italiano reale. È un’immersione in cui la conversazione diventa spontanea e naturale, guidata ma mai rigida.


Questi sono tutti i temi che affronto con i miei studenti, soprattutto per chi partecipa ai miei ritiri linguistici in Sardegna.

Impari a rischiare, a conoscere come parlano gli altri, a parlare l'italiano naturale, in mezzo alla gente, ai rumori, alla vita reale.

E questo è anche connesso all'approccio che uso nelle lezioni indivuduali: l'approccio DOGME. Se non sai cos'è, lo spiego qui: ❌📚Basta libri di grammatica!



Le lezioni 1:1 non bastano

Tutto questo lavoro di "coraggio comunicativo" trova la sua massima espressione nei miei retreat linguistici in Sardegna. L'italiano non è più artificiale, quell'ora che dedichi a parlare con la tua o il tuo insegnante. L'italiano diventa reale, presente tutti i giorni: si parla davanti a un caffè, camminando tra i sentieri, facendo altre attività in contemporanea, vivendo un'esperienza comunitaria con persone che come te studiano l'italiano.



Se ti senti bloccato, Itineris è per te

Se senti che il tuo italiano è in una fase di stallo o se vuoi finalmente sentirti pronto o pronta per un'esperienza immersiva, ecco i prossimi passi che possiamo fare insieme:

  • I Retreat "Itineris" 2026: Sono aperte le selezioni per le prossime date in Sardegna:

    • 18 - 23 Maggio (posti limitati)

    • 5 - 11 Ottobre (posti limitati)

  • I Corsi di Gruppo Online: Se vuoi partecipare al retreat ma senti di dover "scaldare i motori", a breve partiranno i nuovi percorsi di gruppo online (max 8 persone). Sono pensati proprio per prepararti alla comunicazione reale e, chissà, magari proprio lì incontrerai i tuoi futuri compagni di viaggio per la Sardegna!

Il requisito minimo è il livello A2. Se non sei sicuro del tuo livello o vuoi saperne di più sul programma, scrivimi. Sarà un piacere valutare insieme il percorso più adatto a te.


Ti unisci a noi? Il tuo italiano ti ringrazierà.


 
 
 

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